ARNESI E OPERAZIONI 
PER FORGIARE LAME


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incudine datato 1910

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


morse a coda sul banco da fucinatore

 

 

 

 

 

 


fucinatura della lama

Arnesi per fucinare:
I maestri coltellinai frabosani utilizzavano un numero piccolo di arnesi con forme abbastanza semplici, che possono essere così raggruppati:
a) per sostenere il pezzo da lavorare;
b) per battere i colpi;
c) per tener saldo il pezzo;
d) per fare lavori speciali (impronte, etc).

L'incudine e il tasso:
servono di sostegno ai pezzi da fucinare, ma l'incudine è sempre di peso maggiore rispetto alla mazza o al tasso.
Il coltellinaio posa il ferro arroventato sulla incudine o  sul tasso e vi batte sopra col martello, il mezzo più semplice per produrre una pressione istantanea che può arrivare anche a diverse tonnellate.
L'incudine usata per produrre i coltelli Frabusan è del 1910 e pesa circa 60 kg. Il maestro Carlo "Pressacher" utilizzava una incudine molto grande, se mi ricordo bene superiore ai 100 kg.
In entrambi i casi le incudini posavano su ceppo di legno, il quale toglie crudezza al colpo e gli conferisce la necessaria elasticità. Nel laboratorio di Frabosa il ceppo era ficcato nel terreno mediante un buco appositamente preparato.
Nel banco da fucinatore può anche trovare posto una piccola incudine che si presta ottimamente nei lavori di rifinitura e per l' assemblaggio  tra lama e manico. 

Il martello, le tenaglie, la morsa, le preselle:
Vi sono molte forme di martelli, di acciaio fuso o fucinato, temprato nella bocca e nella penna. La bocca dei martelli usata per i coltelli Frabusan è leggermente convessa mentre la penna è disposta in senso trasversale rispetto al manico e leggermente stretta e arrotondata.
Il martello si maneggia con una sola mano quindi il suo peso varia da 1 a 2,5 kg.
Per mazza si intende invece un tipo di martello con un manico lungo 80 cm circa. Il lavoro a tutto braccio con la mazza prevede che si faccia compiere alla mazza un giro intero in modo da imprimerle una tale velocità nell'istante dell'urto e ottenere una grandissima intensità di colpo.

Le tenaglie hanno braccia lunghe e convergenti in modo che su di esse si possa inserire l'anello e tenere così saldo un pezzo anche di spessore medio.
La bocca può essere di forme diverse: per forgiare le lame utilizziamo una bocca piatta e una a forma  di U. Inoltre in alcuni casi conviene servirsi di tenaglie meno lunghe e più leggere che consentono una buona agilità di mano.

La morsa da fucina è quella a coda fissata al muro o a un montante del banco da fucinatore. Funziona come una leva di 3° genere e serve per fissare i pezzi e sostenerli nella lavorazione. L'altezza della morsa deve essere tale da favorire il lavoro in posizione eretta (senza doversi chinare su di essa). Inoltre si può utilizzare anche una morsa girevole, utile sopratutto quando si fa lavoro di rifinitura sul coltello per evitare di infilzarsi con la lama affilata. Infine una piccola morsa sarà utile nei lavori più fini o per serrare pezzi piccoli.
 
Le preselle, i punzoni, i taglioli vengono di solito fabbricate dal coltellinaio stesso e possono avere forme diverse: per spianare, per bucare, per punzonare, a forma sferica o concava.
Si posano sul pezzo che si lavora e si batte col martello sopra di esse.

Operazioni elementari del coltellinaio:
poche sono le operazioni elementari  mentre grande deve essere l'abilità personale per ottenere delle buone lame.
Stirare: per stirare un pezzo in lunghezza si batte ortogonalmente al pezzo colla penna del martello, girando il pezzo di 90° a ogni colpo.
Se si utilizza un presella lo stiramento è più energico.
Si può anche usare la contropresella (infilata nell'apposito buco dell'incudine).
Per allargare le estremità della sbarra, si può usare la presella o battere longitudinalmente al pezzo colla penna del martello.
Spianare: per far sparire le irregolarità nel metallo si può usare la presella piana oppure lavorare il pezzo con la bocca del martello.
Tagliare: per staccare un pezzo di metallo da un massello si usa  uno scalpello o un tagliolo. Nel caso una contro-presella, infilata nell'apposito buco dell'incudine,  e ben affilata assolve bene il compito.
Bucare: Per forare una lama si usa un punteruolo o un punzone. Col punteruolo si lavora sopra il foro della incudine, non si asporta materia ma il foro riesce slabbrato dalla parte inferiore e bisogna aggiustarlo in seguito. Col punzone si fa per stipatura un incavo a metà spessore della lama e poi, rigiratala, si lavora al disopra del foro della incudine battendo dall'altra parte e si caccia fuori un tappo di metallo. Il foro risulta netto e non slabbrato.
Piegare: per piegare si appoggia il pezzo sulla incudine con la parte da piegare sporgente in fuori e si percuote col martello verso il basso. Oppure si può posare il pezzo su un appoggio posto sull'incudine e si batte il pezzo nel tratto tra l'appoggio e l'incudine.